Il sentimento profondo della “Filia”, l’amicizia basata sull’onore, il rispetto e la reciproca stima degli eroi omerici in battaglia, permea l’intera opera. Anche laddove sembra trionfare, la vis bellica non riesce a prendere il sopravvento ed è costretta a soccombere perché impatta sul muro innalzato dalla umanità semplice ma efficace dei protagonisti che, pur appartenendo a epoche e universi differenti, non perdono mai di vista la propria natura analogica, sensorialmente basata, fatta di cellule e non di fotoni, che si rifiuta di piegarsi a quello che sembra un destino già deciso nel nuovo mondo digitale governato dall’Intelligenza Artificiale e dal Machine Learning. Un mondo in cui si smarrisce del tutto la differenza tra nemici; la stessa scontata antitesi tra i “buoni” e i “cattivi” non riesce a sfuggire all’omologazione a cui la tecnologia la costringe, condannandola all’insignificanza.