Élites e Istituzioni nel pensiero di Guido Dorso di Francesco Bonito

Francesco Bonito

Élites e Istituzioni

nel pensiero di Guido Dorso

Prefazione di Michele Galante

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ISBN 9791281053212

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ISBN 9791281053274

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Argomento Meridionalismo e istituzioni
Pagine 126
Edizione Massaro Editore · 2024

Il libro

A più di mezzo secolo dalla sua stesura, Francesco Bonito ripropone la tesi di laurea discussa nel 1971 e dedicata al pensiero politico di Guido Dorso, uno dei protagonisti del meridionalismo democratico italiano.

Il volume torna sul rapporto fra élites politiche, istituzioni, autonomie locali e questione meridionale, verificando quanto delle analisi dorsiane conservi ancora oggi forza interpretativa.

Al centro della riflessione vi è una questione che attraversa l’intera storia del Mezzogiorno: la formazione di una classe dirigente capace non soltanto di amministrare, ma di elaborare una visione dello sviluppo culturale, economico, sociale e istituzionale del territorio.

Dorso individuava nell’autonomismo e nel rinnovamento delle élites gli strumenti necessari per superare il centralismo e favorire una reale partecipazione democratica. Bonito torna su quelle intuizioni alla luce dell’esperienza dell’Italia repubblicana e delle profonde trasformazioni intervenute nel governo delle Regioni e degli enti locali.

Una domanda attraversa tutto il volume: può il Mezzogiorno colmare il proprio divario senza una classe dirigente capace di trasformare l’autonomia istituzionale in progetto politico e sviluppo?

L’attualità del pensiero di Guido Dorso

La rilettura di Guido Dorso proposta nel volume non ha carattere puramente storico. Le sue riflessioni sulla classe dirigente meridionale, sul rapporto fra centro e periferia e sulla necessità di rinnovare le istituzioni vengono messe a confronto con problemi ancora aperti.

Nel pensiero dorsiano, singole personalità politiche di valore non sono sufficienti a costituire una vera classe dirigente. È necessario che competenze, cultura civile e capacità progettuale attraversino una parte significativa della società: amministratori, professionisti, imprese, università, burocrazia e corpi intermedi.

Particolare rilievo assume il tema dell’autonomia locale. Dorso la concepiva come uno strumento di democrazia e di rinnovamento delle élites; l’esperienza successiva delle Regioni e dei Comuni mostra però che l’autonomia formale, da sola, non garantisce la qualità del governo.

Da qui l’attualità della domanda posta dal libro: non soltanto quali poteri debbano essere attribuiti alle istituzioni territoriali, ma soprattutto chi sia in grado di esercitarli e secondo quale progetto di società.

L’autore

Francesco Bonito, nato a Cerignola nel 1949, si è laureato in Giurisprudenza a Roma nel 1971. Dopo una breve esperienza forense è entrato in magistratura, svolgendo dapprima le funzioni di pretore e giudice e successivamente quelle di consigliere della Corte di Cassazione.

Ha raggiunto le funzioni di legittimità presso la prima sezione penale della Cassazione, della quale ha presieduto collegi, ed è stato successivamente assegnato alle Sezioni Unite penali.

Nel 1994 è stato eletto alla Camera dei Deputati, dove è stato confermato nelle legislature successive del 1996 e del 2001. Durante l’esperienza parlamentare si è occupato in particolare di giustizia e politica del diritto.

La pubblicazione di questa ricerca, scritta originariamente da giovane studente universitario, nasce dal desiderio di tornare alla lezione di Guido Dorso dopo una lunga esperienza vissuta direttamente nelle istituzioni, nella magistratura e nella politica.

Francesco Bonito

Magistratura
Magistrato e successivamente consigliere della Corte di Cassazione.

Parlamento
Deputato della Repubblica nelle legislature XII, XIII e XIV.

Attività
Autore di saggi e interventi dedicati alla giustizia, alle istituzioni e alla politica del diritto.

La ricerca
La prima stesura del presente studio risale alla tesi di laurea del 1971.

Prefazione e Premessa

Prefazione

di Michele Galante

Michele Galante colloca il lavoro di Francesco Bonito nel più ampio problema dello sviluppo del Mezzogiorno e della qualità delle sue classi dirigenti.

Le speranze suscitate nel secondo dopoguerra dagli interventi straordinari e successivamente dall’istituzione delle Regioni non hanno, secondo la sua lettura, prodotto il riequilibrio auspicato fra Nord e Sud.

Il pensiero di Dorso torna quindi ad acquistare centralità proprio nella ricerca di una classe dirigente capace di trasformare le istituzioni in strumenti di sviluppo, partecipazione e responsabilità politica.

Premessa

di Francesco Bonito

Bonito spiega le ragioni della nuova pubblicazione di un lavoro nato nel clima culturale e politico dei primi anni Settanta, quando era studente universitario e guardava al movimento studentesco come a una possibilità di rinnovamento della società italiana.

La scelta di studiare Guido Dorso derivava già allora dall’interesse per il meridionalismo democratico e per una teoria politica capace di affrontare la debolezza strutturale del Mezzogiorno.

Dopo l’esperienza maturata nella magistratura, nel Parlamento e nelle istituzioni, l’autore torna oggi a quelle pagine constatando che molte delle domande poste allora restano ancora aperte.

Perché rileggere Dorso oggi

La forza di questo volume risiede nel confronto fra due momenti lontani nel tempo: l’Italia dei primi anni Settanta, nella quale il giovane Bonito scriveva la propria tesi, e l’Italia contemporanea osservata dopo una lunga esperienza professionale e istituzionale.

Il filo che unisce le due epoche è la questione della qualità della rappresentanza politica. Per Dorso, la trasformazione del Mezzogiorno richiedeva una profonda circolazione delle élites e la nascita di gruppi dirigenti nuovi, autonomi e responsabili.

La ripubblicazione del saggio consente così di verificare non soltanto la validità storica delle teorie dorsiane, ma anche la loro capacità di interrogare il presente.

Élites e Istituzioni nel pensiero di Guido Dorso

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