Luigi Pirandello
L'identità, lo sguardo degli altri e la dissoluzione dell'io
Edizione a cura di Felice Massaro
Uno, Nessuno e Centomila è il romanzo nel quale Luigi Pirandello porta alle conseguenze più radicali la propria riflessione sull'identità.
La vicenda prende avvio da un'osservazione apparentemente insignificante. La moglie fa notare a Vitangelo Moscarda che il suo naso pende leggermente da una parte.
Da quel momento Moscarda comprende qualcosa di sconvolgente: l'immagine che egli ha di sé non coincide con quella che gli altri vedono.
La scoperta mette in crisi ogni certezza. Se ciascuna persona costruisce un'immagine diversa di lui, allora Vitangelo non è più “uno”, ma diventa “centomila” persone differenti agli occhi degli altri e, infine, “nessuno”.
La crisi identitaria di Moscarda nasce dalla scoperta che l'io non è una realtà stabile e immutabile.
Ogni persona che lo incontra possiede una propria immagine di lui. La moglie, gli amici, i conoscenti e la società gli restituiscono continuamente identità diverse.
Moscarda tenta allora di distruggere le immagini che gli altri hanno costruito, comportandosi in modi imprevedibili e contraddittori.
Ma ogni tentativo di liberarsi da una forma ne crea inevitabilmente un'altra. La ricerca di un'identità autentica finisce così per trasformarsi nella dissoluzione stessa dell'io.
Uno dei nuclei fondamentali della narrativa pirandelliana è il contrasto fra la vita e la forma.
La vita è mobile, mutevole e continuamente diversa; la società, invece, ci assegna ruoli, definizioni e identità relativamente stabili.
Il marito, il professionista, l'amico, il figlio o il cittadino finiscono per diventare maschere attraverso le quali gli altri ci riconoscono.
Queste forme rendono possibile la vita sociale, ma possono anche trasformarsi in gabbie quando l'individuo non riesce più a riconoscersi nell'immagine che gli viene attribuita.
L'identità non viene costruita soltanto dall'individuo. Nasce e cambia anche attraverso le relazioni con gli altri.
Famiglia, ambiente sociale, lavoro, gruppi di appartenenza e norme collettive contribuiscono a definire ciò che ciascuno pensa di essere.
Il giudizio altrui può quindi diventare una forza potentissima. Moscarda comprende che molte caratteristiche della propria identità esistono soltanto perché gli altri gliele attribuiscono.
Pirandello anticipa così una riflessione ancora estremamente attuale: quanto di ciò che consideriamo “noi stessi” dipende realmente da noi e quanto, invece, dallo sguardo degli altri?
La riflessione di Pirandello conserva una sorprendente attualità in una società nella quale l'immagine pubblica occupa uno spazio sempre maggiore.
Profili social, fotografie, reputazione digitale e modelli di successo rendono ancora più evidente la distanza che può esistere fra ciò che una persona sente di essere e l'immagine che mostra agli altri.
L'identità può così moltiplicarsi: una persona appare diversa in famiglia, sul lavoro, con gli amici o nello spazio digitale.
Il problema posto da Pirandello rimane quindi aperto: esiste un io autentico dietro tutte queste rappresentazioni oppure siamo inevitabilmente l'insieme delle immagini attraverso cui veniamo percepiti?
L'io non appare come qualcosa di unitario e definitivo, ma come una realtà mutevole e molteplice.
Ogni individuo assume forme e ruoli attraverso i quali viene riconosciuto dagli altri.
Non esiste una sola prospettiva sulla realtà: ogni osservatore costruisce la propria verità.
La distanza fra l'immagine di sé e quella costruita dagli altri genera estraneità e smarrimento.
Norme, ruoli e aspettative sociali contribuiscono profondamente alla costruzione dell'identità.
Moscarda cerca di liberarsi dalle forme sociali, ma scopre quanto sia difficile esistere senza una definizione stabile.
La dissoluzione dell'identità conduce direttamente a uno dei temi più profondi dell'opera: il relativismo.
Se ogni individuo vede Moscarda in maniera diversa, non esiste una sola immagine vera del protagonista. Ognuna è vera dal punto di vista di chi la osserva.
Lo stesso principio può essere esteso alla realtà. Ciò che chiamiamo “verità” dipende spesso dal punto di osservazione, dalle esperienze e dalle relazioni attraverso cui interpretiamo il mondo.
Pirandello mette così in crisi l'idea di una verità assoluta facilmente accessibile all'uomo e sostituisce ad essa una molteplicità di prospettive.
La società costruisce categorie, ruoli e definizioni che influenzano il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri.
Ogni persona interpreta la realtà attraverso la propria esperienza; la stessa situazione può quindi assumere significati differenti.
Le nuove esperienze possono modificare ciò che pensiamo di noi stessi e del mondo: la conoscenza non è mai completamente definitiva.
Conosciamo noi stessi anche attraverso il confronto con gli altri; l'identità nasce quindi all'interno delle relazioni.
La scoperta della molteplicità dell'io non produce in Moscarda una nuova sicurezza, ma un crescente senso di estraneità.
Se ogni persona vede in lui un uomo diverso, diventa impossibile stabilire quale di quelle immagini corrisponda veramente alla sua identità.
La ricerca di libertà si trasforma allora in una progressiva rinuncia alle forme sociali attraverso cui egli era stato definito.
Il risultato estremo è la dissoluzione dell'identità individuale: Moscarda non vuole più essere imprigionato in una forma permanente, ma vivere istante dopo istante.
Il relativismo solleva però anche una questione etica importante.
Riconoscere che ogni individuo o cultura possiede un proprio punto di vista aiuta a comprendere la diversità e può favorire la tolleranza.
Ma un relativismo assoluto rischia di rendere difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Se ogni valore fosse valido soltanto all'interno del proprio contesto, diventerebbe problematico condannare pratiche come violenza, schiavitù o persecuzione.
La riflessione sul relativismo conduce quindi a una tensione ancora attuale: rispettare la pluralità delle prospettive senza rinunciare all'idea di principi fondamentali condivisi.
La crisi di Moscarda appartiene a una più ampia trasformazione della cultura europea tra Ottocento e Novecento.
Le certezze sull'individuo, sulla società e sulla possibilità di conoscere oggettivamente la realtà vengono progressivamente messe in discussione.
La nascita della psicoanalisi, la scoperta dell'inconscio, i cambiamenti sociali e le nuove forme artistiche contribuiscono a rappresentare l'uomo come una realtà più complessa e frammentata.
Per questo la riflessione pirandelliana può essere avvicinata, pur nelle profonde differenze, a scrittori come Kafka, Svevo, Joyce e Virginia Woolf: tutti impegnati a interrogare la crisi dell'individuo moderno.
Uno, Nessuno e Centomila continua a parlare al lettore contemporaneo perché pone una domanda che non ha perso forza: chi siamo veramente?
Siamo ciò che pensiamo di essere, ciò che gli altri vedono oppure il risultato instabile di entrambe le cose?
Pirandello non offre una risposta consolatoria. Mostra invece quanto fragile possa essere l'identità quando viene osservata da prospettive differenti.
Proprio per questo il romanzo conserva una straordinaria modernità: nella società dell'immagine e delle identità digitali, la distanza fra ciò che siamo e ciò che mostriamo è forse ancora più evidente di quanto lo fosse per Vitangelo Moscarda.
Luigi Pirandello nacque ad Agrigento nel 1867 e morì a Roma nel 1936.
Narratore, drammaturgo e poeta, è una delle figure centrali della letteratura europea del Novecento.
La sua opera indaga soprattutto il contrasto fra individuo e società, la molteplicità dell'identità, la maschera sociale, l'impossibilità di raggiungere una verità assoluta e il confine incerto fra normalità e follia.
Tra le sue opere più note figurano Il fu Mattia Pascal, Sei personaggi in cerca d'autore, Enrico IV e Uno, Nessuno e Centomila.
Nel 1934 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura.
Nascita
Agrigento, 1867
Morte
Roma, 1936
Attività
Narratore, drammaturgo e poeta
Premio Nobel
Letteratura, 1934
Massaro Editore propone nel 2024 Uno, Nessuno e Centomila in edizione digitale, a cura di Felice Massaro.
L'edizione accompagna il testo pirandelliano con un ampio approfondimento dedicato alla crisi identitaria, al ruolo della società, al relativismo e alle conseguenze filosofiche ed etiche della dissoluzione dell'io.
L'apparato editoriale non si limita a presentare il romanzo, ma sviluppa i principali nuclei problematici dell'opera e li mette in relazione con questioni ancora attuali: costruzione sociale dell'identità, giudizio degli altri, pluralità delle prospettive e responsabilità morale.
Titolo: Uno, Nessuno e Centomila
Autore: Luigi Pirandello
Curatore: Felice Massaro
Editore: Massaro Editore
Anno: 2024
ISBN / EAN: 9791281053311
Formato: eBook
Pagine: 190
Lingua: italiano
Prezzo: € 6,00
Uno, Nessuno e Centomila