I primi Saravalle ed altri sanfelesi di Paolo Tomasulo

Paolo Tomasulo

I primi Saravalle ed altri sanfelesi

Una storia di gente lucana del XVIII secolo

Prefazione di Filippo La Porta

Edizione digitale

ISBN 9791281053496

€ 6,00

eBook

Acquista l'eBook

Edizione cartacea

ISBN 9791281053298

€ 10,00

109 pagine · illustrato · brossura

Poche copie nella disponibilità dell'autore.

Genere Narrativa storica
Ambientazione Lucania · XVIII secolo
Edizione Massaro Editore · 2024

Il libro

I primi Saravalle ed altri sanfelesi nasce dal desiderio di Paolo Tomasulo di rendere omaggio alle proprie radici lucane e ai propri avi attraverso una narrazione che intreccia documentazione storica e invenzione letteraria.

Il punto di partenza è la vita di uomini e donne comuni nella Lucania del Settecento, osservata attraverso gesti quotidiani, abitudini, credenze, relazioni familiari e condizioni materiali dell'esistenza.

Il risultato è una storia che non idealizza il mondo contadino antico, ma cerca di restituirlo nella sua concretezza: dalle abitazioni poco riscaldate all'igiene personale, dalle malattie all'alimentazione, fino alle consuetudini e ai pettegolezzi di paese.

La ricostruzione storica diventa così il terreno sul quale si sviluppa una narrazione capace di collegare il passato al presente.

Una storia “dal basso”. Non re, generali e grandi eventi, ma famiglie, lavori, abitudini e vite quotidiane diventano il centro del racconto.

San Fele e la Lucania del Settecento

Il paese e il territorio lucano non costituiscono soltanto lo sfondo dell'opera.

San Fele diventa il punto di osservazione attraverso il quale ricostruire un'intera comunità: i rapporti familiari, il lavoro, le difficoltà economiche, le tradizioni e le forme di socialità di una società ancora profondamente legata al mondo agricolo.

L'autore accompagna il lettore dentro una realtà lontana nel tempo, cercando di renderne percepibili non soltanto gli avvenimenti, ma anche gli odori, i sapori, le abitudini e le condizioni materiali della vita.

La storia locale acquista così un valore più ampio e diventa uno strumento per comprendere come vivevano le comunità rurali dell'Italia meridionale nel XVIII secolo.

La storia dal basso

Uno degli elementi più originali del libro è l'attenzione alla vita quotidiana.

La ricostruzione segue un metodo vicino alla cosiddetta storiografia “dal basso”, nella quale la storia non viene osservata soltanto attraverso le grandi istituzioni e i protagonisti celebri, ma attraverso l'esistenza delle persone comuni.

Abitazioni, alimentazione, credenze, malattie, rapporti sociali e tradizioni diventano quindi vere e proprie fonti narrative.

In questo modo il Settecento non appare come una semplice datazione storica, ma come un mondo concreto nel quale il lettore può entrare.

Tra documentazione e invenzione

L'opera non è un saggio storico in senso stretto.

Paolo Tomasulo parte da una documentazione accurata e da una ricognizione delle fonti, ma utilizza il materiale storico per costruire una narrazione libera nella quale fatti realmente avvenuti e vicende immaginate convivono.

La fiction consente così di riempire gli spazi lasciati vuoti dai documenti e di restituire voce a persone delle quali spesso rimangono soltanto nomi, date o tracce frammentarie.

Il risultato è un racconto nel quale storia familiare e storia collettiva finiscono per sovrapporsi.

Una saga familiare

Al centro del libro ci sono anche le radici familiari dell'autore.

La storia dei Saravalle e degli altri abitanti di San Fele assume progressivamente la forma di una piccola saga nella quale generazioni, legami e vicende personali permettono di osservare il passaggio del tempo.

La genealogia non viene trattata come una semplice successione di nomi, ma diventa materiale narrativo.

Dietro ogni antenato si cerca una persona: un'esistenza inserita in una famiglia, in una comunità e in un determinato momento della storia.

La vita quotidiana

La forza della ricostruzione sta spesso nei dettagli.

Il libro dedica attenzione alle abitazioni, al modo di dormire, alle condizioni igieniche, alle malattie più diffuse e al cibo consumato dalle famiglie.

Anche elementi apparentemente minori, come la preparazione di un piatto o le caratteristiche di un materasso, contribuiscono a restituire concretezza al mondo narrato.

Il lettore non osserva quindi il Settecento da lontano, ma viene accompagnato idealmente dentro le case e nelle strade della comunità.

Un racconto che attraversa più generi

Storia

Una ricostruzione documentata della vita quotidiana e della società lucana del XVIII secolo.

Saga familiare

Le vicende degli antenati diventano il filo attraverso il quale passato familiare e storia collettiva si incontrano.

Fantasia

La narrazione introduce elementi immaginari e soluzioni narrative che permettono anche di creare ponti fra epoche diverse.

Un ponte tra passato e presente

Ricostruire il passato significa inevitabilmente interrogare anche il presente.

Usanze e condizioni di vita oggi lontanissime mostrano quanto profondamente sia cambiata la società, ma nello stesso tempo fanno emergere continuità nei rapporti familiari, nelle aspirazioni e nelle difficoltà degli individui.

Il racconto diventa così un modo per riannodare un filo interrotto fra le generazioni.

Conoscere chi è venuto prima di noi significa comprendere meglio anche il luogo dal quale proveniamo e alcuni degli elementi che hanno contribuito a costruire la nostra identità.

Le radici non appartengono soltanto al passato. Ricostruirle significa comprendere meglio il percorso che conduce fino al presente.

La prefazione di Filippo La Porta

Il volume è introdotto da una prefazione di Filippo La Porta.

La presenza della prefazione sottolinea la particolare natura dell'opera, difficile da ricondurre a un solo genere letterario.

Storia locale, memoria familiare, ricostruzione della vita quotidiana e invenzione narrativa convivono infatti all'interno dello stesso progetto.

È proprio questa mescolanza a trasformare la ricerca sulle proprie origini in un racconto capace di parlare anche a chi non appartiene direttamente ai luoghi e alle famiglie narrate.

L'autore

Paolo Tomasulo dedica I primi Saravalle ed altri sanfelesi alle proprie radici lucane e alla memoria degli avi.

La ricerca genealogica diventa per lui il punto di partenza per una ricostruzione più ampia della società nella quale quelle persone vissero.

Attraverso documenti, ricostruzione storica e libertà narrativa, l'autore cerca di dare forma a un mondo scomparso e di riportare alla luce le vite di persone comuni rimaste ai margini della grande storia.

Il libro nasce quindi da un interesse personale e familiare, ma si trasforma progressivamente in una riflessione sulla memoria, sull'identità e sul rapporto fra generazioni.

Paolo Tomasulo

Opera
I primi Saravalle ed altri sanfelesi

Ambientazione
San Fele e Lucania

Periodo storico
XVIII secolo

Prefazione
Filippo La Porta

Dati editoriali

Titolo: I primi Saravalle ed altri sanfelesi. Una storia di gente lucana del XVIII secolo
Autore: Paolo Tomasulo
Prefazione: Filippo La Porta
Editore: Massaro Editore
Anno: 2024
ISBN cartaceo: 9791281053298
ISBN eBook: 9791281053496
Pagine: 109
Formato cartaceo: brossura illustrata
Formato digitale: eBook
Lingua: italiano
Prezzo cartaceo: € 10,00
Disponibilità cartaceo: poche copie nella disponibilità dell'autore
Prezzo eBook: € 6,00

I primi Saravalle ed altri sanfelesi

eBook · € 6,00
Acquista l'eBook

Powered By EmbedPress