A cura di Felice Massaro
Arturo Graf
Un viaggio storico, religioso e letterario attraverso la figura del demonio
Il diavolo è uno degli studi più singolari di Arturo Graf e testimonia in modo esemplare la vastità dei suoi interessi storici, letterari, religiosi e antropologici.
Graf segue la figura del demonio attraverso le sue molteplici trasformazioni: dalla tradizione biblica e cristiana alle credenze popolari, dalla teologia medievale alle leggende, dalla letteratura alle rappresentazioni artistiche e all’immaginario collettivo.
Il diavolo non viene quindi considerato soltanto come figura religiosa, ma come una costruzione culturale capace di assumere, nel corso dei secoli, forme e significati differenti.
Attraverso un vastissimo patrimonio di testi, miti e tradizioni, Graf mostra come l’immagine del maligno rifletta paure, speranze, conflitti morali e trasformazioni della società europea.
La rappresentazione del demonio non è rimasta immutata nel corso dei secoli. Tradizioni religiose, superstizioni, racconti popolari e opere letterarie hanno contribuito continuamente a ridefinirne l’aspetto e le caratteristiche.
La figura teologica del tentatore si intreccia così con quella del demonio della cultura popolare: astuto, ingannatore, talvolta terrificante, talvolta persino grottesco.
L’indagine di Graf segue questi passaggi senza separare rigidamente cultura alta e cultura popolare. Testi religiosi, leggende, poesia, racconti e credenze diventano parti di uno stesso grande archivio dell’immaginazione europea.
Ne emerge una storia del male raccontata attraverso le immagini che gli uomini hanno costruito per rappresentarlo.
Il demonio viene seguito attraverso le trasformazioni della tradizione cristiana, della teologia e delle credenze sviluppatesi nel corso dei secoli.
Poeti e scrittori trasformano continuamente la figura del maligno, facendone un personaggio tragico, simbolico, fantastico o persino ironico.
Leggende, superstizioni e racconti mostrano un diavolo diverso da quello dei teologi: più concreto, quotidiano e profondamente radicato nell’immaginario collettivo.
Arturo Graf fu poeta, scrittore, critico e studioso di letteratura. La sua attività intellettuale si colloca in una delle stagioni più complesse della cultura italiana, tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.
Accanto alla produzione poetica, Graf sviluppò un’intensa attività di ricerca dedicata alla storia delle idee, ai miti, alle tradizioni e alla letteratura europea.
Proprio questa pluralità di interessi spiega la particolare natura de Il diavolo: un’opera nella quale erudizione storica, curiosità antropologica e sensibilità letteraria convivono continuamente.
Lo stesso interesse per le zone di confine fra razionalità, mito, inquietudine e spiritualità attraversa anche la sua produzione poetica.
L’edizione Massaro Editore propone l’opera di Arturo Graf con una premessa, un’introduzione e un lavoro di revisione a cura di Felice Massaro.
L’obiettivo è rendere nuovamente accessibile al lettore contemporaneo un testo di notevole interesse storico e letterario, conservandone il valore documentario e accompagnandolo con gli strumenti necessari per inserirlo nel contesto culturale dell’autore.
La pubblicazione si collega direttamente allo studio dedicato alla produzione poetica grafiana, La lirica di Arturo Graf – Tra Ottocento e Novecento, formando con esso un percorso unitario sulla personalità e sull’opera dello scrittore.
Felice Massaro, laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Bari, ha insegnato nelle Scuole Superiori.
Giornalista dal 1983, negli anni Ottanta è stato direttore responsabile di una delle prime emittenti televisive private con diffusione interregionale.
Negli anni Novanta ha pubblicato con Ladisa Editore ed Ethel Editoriale Giorgio Mondadori diversi testi destinati alla scuola superiore.
Con Massaro Editore ha pubblicato studi di critica storica e letteraria, dedicandosi in particolare alla storia della Chiesa, al meridionalismo e alla figura di Arturo Graf.
Il percorso critico prosegue con:
La lirica di Arturo Graf
Tra Ottocento e Novecento
Se Il diavolo mostra soprattutto l’erudito, lo storico delle idee e lo studioso dell’immaginario, La lirica di Arturo Graf affronta invece il poeta e la sua posizione nella cultura letteraria fra XIX e XX secolo.
I due volumi restituiscono così due aspetti complementari della personalità di Graf: da una parte l’indagine sul mito, sulla religione e sulla tradizione; dall’altra l’inquietudine personale e spirituale della sua poesia.
Scopri La lirica di Arturo Graf →Arturo Graf, Il diavolo
Felice Massaro, di origini pugliesi, risiede a Fano.
Ha conseguito la maturità classica presso il liceo-ginnasio Nicola Zingarelli di Cerignola.
Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Bari, ha insegnato nelle Scuole Superiori.
Giornalista dal 1983, negli Anni ’80 è stato direttore responsabile di una delle prime emittenti televisive private con segnale interregionale.
Negli Anni ’90, con Ladisa Editore ed Ethel Edit. Giorgio Mondadori, ha pubblicato numerosi testi scolastici per Scuole Superiori.
A piattaforme che si occupano di giornalismo investigativo, affida alcune indagini su argomenti delicati. Una recente pubblicazione digitale riguarda la vicenda delle cellule staminali di Brescia, condensata in quattrocento pagine rese di dominio pubblico, con download gratuito dal proprio sito.
Recentemente ha pubblicato con Massaro Editore:
Dalla prima comunità cristiana al Patrimonium beati Petri
Dal Patrimonium Beati Petri allo Stato della Chiesa – Il modello marchigiano
La lirica di Arturo Graf – Tra Ottocento e Novecento
Arturo Graf, Il diavolo – analisi critica
Odi servum pecus et arceo è il monito di sapore oraziano scolpito nel suo animo e sulla home page del suo sito web.
Arturo Graf, difettando di una vera e propria forma mentis filosofica, era passato da una filosofia antievoluzionistica e concettualistica per eccellenza, ovvero l’herbartismo, alla condivisione della filosofia dell’evoluzione. La concezione deterministica e pessimistica si era trasformata successivamente in una spiritualistica e dualistica.
Tale eclettismo gli impediva qualsiasi speculazione filosofica su un argomento alquanto spinoso e Graf ne era consapevole: lo stesso tono scherzoso dell’incipit della dedica introduce il lettore all’interno del racconto, cattura la sua curiosità, gli garantisce che la lettura non gli procurerà insonnia o turbamenti.
Da sempre l’argomento si è rivelato tortuoso, basti pensare a quanto successe al Meeting di Rimini del 2019. Padre Arturo Sosa Abascal, Generale dei Gesuiti, affermò: Nel linguaggio di Sant’Ignazio, il diavolo è lo spirito cattivo che porta l’uomo a fare cose che vanno contro lo spirito di Dio e chiosò: Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, il diavolo esiste come realtà simbolica e non come realtà personale. Apriti cielo! …